ISTRUZIONI DI MONTAGGIO, USO E MANUTENZIONE — documento tecnico
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ISTRUZIONI D’USO DEI PALI RIBALTABILI A
MOVIMENTAZIONE MANUALE BILANCIATA
PREMESSA
Il presente documento contiene le istruzioni per l’installazione, l’uso e la manutenzione dei pali
ribaltabili a movimentazione manuale bilanciata. OLTRE ALLE SEGUENTI ISTRUZIONI,
OCCORRE FARE SEMPRE RIFERIMENTO AI DISEGNI COSTRUTTIVI FORNITI IN
FASE D’ORDINE CHE POTREBBERO CONTENERE ULTERIORI INFORMAZIONI
RELATIVE A CASI SPECIFICI
DESCRIZIONE DEL PRODOTTO
I pali ribaltabili a movimentazione manuale bilanciata sono costituiti da una parte fissa (piede) e da una parte
mobile (punta + contrappeso) che ruota attorno ad una cerniera; il movimento può essere eseguito senza
fatica e senza alcun pericolo a condizione che vengano rispettati i pesi massimi e minimi indicati su una
targhetta rivettata al palo. La rotazione avviene per gravità, bilanciata tra il peso dei proiettori da un lato e
quello del contrappeso dall’altro; l’operatore si limita al controllo della movimentazione accompagnandola
tramite la fune. In condizioni normali, cioè con il palo in verticale, la parte mobile è rigidamente bloccata
alla parte fissa garantendo la sicurezza della struttura nelle condizioni di carico a cui è sottoposta.
!!! ATTENZIONE !!!
E’ IMPORTANTE RISPETTARE I PESI “MIN.” E “MAX.” INDICATI
SULLA TARGHETTA APPLICATA AL PALO. QUALORA TALE
LIMITAZIONE NON FOSSE RISPETTATA NON VIENE
ASSICURATO IL CORRETTO FUNZIONAMENTO DEL PALO,
SOLLEVANDOCI DA OGNI RESPONSABILITA’ PER DANNI
CAUSATI A COSE E/O PERSONE DERIVANTI
DALL’UTILIZZO/MOVIMENTAZIONE DEL PALO STESSO.
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INSTALLAZIONE DEL PALO
I pali ribaltabili vengono di norma forniti già assemblati e pronti per il rizzamento e messa a
piombo; nel caso in cui la punta del palo sia in due tronchi è necessario innestare la punta sul
bicchiere del contrappeso sino a rifiuto (vedi prescrizioni per incastro tronchi poligonali). È
fondamentale che l’innesto avvenga sino a rifiuto in quanto, in caso contrario, durante il
ribaltamento la punta potrebbe sfilarsi dal bicchiere del contrappeso con conseguente pericolo per il
personale addetto alla movimentazione.
Il sollevamento dovrà avvenire utilizzando una gru di adeguata portata, imbracando il palo a circa
2/3 della sua altezza.
NOTA: prima di procedere al sollevamento del palo è preferibile posizionare i proiettori ed i relativi
cavi in cima
Imbracare il palo (a circa 2/3
della sua altezza) avendo cura
di inserire nell’imbracatura
stessa un cordino d’acciaio il
cui capo libero va fissato alla
base dello stelo. Il cordino
impedirà all’imbracatura di
salire (per effetto della
conicità dello stelo).
N.B.: Per ragioni di
sicurezza è opportuno che
nel raggio d’azione
dell’autogrù sia presente
solo personale e mezzi
interessati al montaggio
della palo ribaltabile.
Per le modalità di ancoraggio
del palo al plinto di
fondazione vedere le
prescrizioni per
l’ancoraggio del palo al
plinto di fondazione.
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ISTRUZIONI PER L’IMPIEGO
Il KIT di movimentazione a corredo del palo per effettuate la movimentazione è composto da:
N.1 fune 8 di lunghezza opportuna
N.1 puleggia di rinvio
N.2 grilli dritti
N.2 morsetti a cavallotto per fune 8
Aggancio della fune e della puleggia
1. agganciare l’estremità della fune
sull’apposito anello saldato alla parte
fissa del palo (piede)
2. agganciare la puleggia di rinvio
sull’attacco saldato al contrappeso (parte
mobile)
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Discesa
1. allentare e togliere la/e vite/i di bloccaggio mantenendo la fune in tensione
2. dare un leggero movimento verso l’alto al braccio mobile avendo cura di mantenere sempre
la fune tesa
3. proseguire il movimento frenandolo, tramite la fune, fino a completare il ribaltamento
NOTA: Il ribaltamento del palo deve avvenire con i proiettori installati (infatti, il ribaltamento avviene senza fatica da
parte dell’operatore grazie al bilanciamento tra i pesi della punta e dei carichi in cima e quello del contrappeso); se non
fosse possibile installare i proiettori prima del rizzamento e messa a piombo del palo (quindi con palo scarico in testa) è
opportuno fissare una corda in testa in modo tale da aiutare il palo durante il primo ribaltamento.
Risalita
1. agendo sulla fune tirare il braccio mobile verso il basso. Rallentare il movimento nella parte
finale accompagnandolo eventualmente fino a fare appoggiare il braccio mobile alla parte
fissa
2. mantenendo tesa la fune, avvitare e stringere le viti di bloccaggio
3. togliere la fune e la puleggia
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AVVERTENZE DI SICUREZZA
assicurarsi che il peso delle apparecchiature montate in sommità rientri nei limiti indicati
dalla casa e riportati sulla targhetta rivettata al palo
effettuare le manovre avendo cura di posizionarsi al difuori del raggio d’azione del
contrappeso, evitando nella maniera più assoluta trazioni laterali che potrebbero danneggiare
il contrappeso stesso
evitare il ribaltamento in presenza di vento considerevole
evitare scossoni durante le manovre in quanto potrebbero danneggiare sia il palo che i
proiettori
non sostare nella traiettoria degli sbracci, impedendo l’avvicinamento di persone estranee
alle operazioni di ribaltamento
l’operatore addetto alla movimentazione deve essere a conoscenza delle istruzioni per
l’impiego e delle avvertenze di sicurezza
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INFORMATIVA
SERRAGGIO BULLONERIA PER GIUNTI NON SOGGETTI A PRECARICO
Le disposizione del D.M. 14.01.2008 “norme tecniche per le costruzioni”, definiscono una forza di
precarico per i giunti bullonati in modo tale da impedire lo scorrimento tra le parti da unire
realizzando pertanto un’unione ad attrito. In questo caso, viene assunta una forza pari al 70% della
resistenza ultima a trazione del bullone secondo la relazione:
f A
F p ,Cd 0.7 th res
M7
a cui è associato un momento (o coppia) di serraggio pari a: M k d F p ,Cd
dove:
f th resistenza a rottura (a trazione) del bullone
Ares area resistente del bullone (depurata dal filetto)
M 7 coefficiente di sicurezza (pari a 1.1 per bulloni ad alta resistenza precaricati)
k coefficiente di sicurezza fornito dal produttore
d diametro nominale del bullone
Lo scopo della giunzione ad attrito è quella di portare a contatto le parti da unire in modo tale che
queste non scorrano una rispetto l’altra, provocando di conseguenza uno stato di trazione nel gambo
del bullone sino a valori prossimi al carico di snervamento. Infatti, considerando un bullone di
classe 8.8 [carico di snervamento 640 MPa, carico a rottura 800MPa], la forza di precarico è pari a:
fth Ares f A
Fp ,Cd 0.7 0.7 yh res 0.8 f yh Ares
M7 0.8 1.1
dove f yh resistenza allo snervamento
Si raggiungono pertanto valori prossimi all’80% dello snervamento.
Nel caso dei prodotti forniti dalla PALI CAMPION, le unioni bullonate presenti non sono unioni
bullonata ad attrito funzionante con precarico. Nel caso particolare dei tirafondi, il cui compito è
quello di trasferire le sollecitazioni derivanti dalla sovrastruttura al plinto di fondazione (ovvero
mantenere in sede la struttura evitandone il ribaltamento), applicare una coppia di serraggio di
precarico può risultare controproducente in quanto si andrebbe a pre-sollecitarli con una forza pari
già a circa l’80% del carico di snervamento (mantenendo quindi solo un 20% come riserva per le
azioni esterne).
Per i motivi sopra esposti, in generale, NON DEVE ESSERE APPLICATA LA COPPIA DI
SERRAGGIO DI PRECARICO, alla bulloneria dei nostri prodotti (salvo diversa indicazione
esplicita riporta sui disegni esecutivi di casi eventualmente speciali)
LA BULLONERIA DEVE ESSERE SERRATA CON LE NORMALI CHIAVI DISPONIBILI IN
COMMERCIO, SENZA PROLUNGHE O ARTIFIZI SIMILI, UTILIZZANDO UNO SFORZO
NORMAE SVILUPPABILE DA UNA PERSONA NORMALE.
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Si possono definire indicativamente i valori di coppia applicata, secondo le seguenti ipotesi:
Considerato che si tratta di giunti bullonati che non devono essere sottoposti a precarico.
Considerato che è sufficiente il serraggio dei bulloni forzato con la normale forza umana.
Considerato che lo sforzo massimo che un uomo normale può esercitare in sicurezza, è
definito in 25kg (D.L. 81/08 - ISO 11228)
Considerata la lunghezza di normali chiavi a forchetta standard reperibili in commercio.
Si può avere indicazione circa la coppia di serraggio con la seguente formula: M F L , dove
F = forza applicata (max 25 kg ~ 245 N) e L = lunghezza della chiave
Di seguito si riporta, a titolo orientativo, una tabelle riportante le lunghezze delle chiavi standard a
forchetta semplice.
Chiave a
forchetta
semplice
Misura L [mm]
chiave
10 120
13 145
17 160
19 175
21 175
22 196
24 196
26 216
27 216
30 240
32 270
35 300
36 300
38 300
41 340
42 340
45 376
46 376
50 420
55 450
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MANUTENZIONE
È importane che la manutenzione venga effettuata da personale informato e formato sui contenuti
delle presenti istruzioni. Prima di procedere al ribaltamento della punta è necessario verificare lo
stato della corda e delle carrucole di rinvio. Per motivi di sicurezza è da evitare l’uso di corde mal
conservate, logore o sfilacciate.
Le operazioni di manutenzione e controllo andranno registrate nell’apposito “REGISTRO DI
MANUTENZIONE” allegato al presente manuale
Operazioni da effettuare durante la manutenzione:
Verifica dell’efficienza del collegamento di messa a terra
Verifica dei collegamenti elettrici alla base del palo (morsettiera)
Verifica della tenuta dei morsetti a cavallotto della fune (da effettuare prima del
ribaltamento del palo)
Verifica del buono stato di conservazione della fune (da effettuare prima del ribaltamento
del palo)
(PER PALI CON PIASTRA DI BASE) Verifica del serraggio dei bulloni della piastra di base
(A PUNTA ABBASSATA) verifica del serraggio della bulloneria della spina di bloccaggio e dei
proiettori
Verifica dello stato del palo e della zincatura
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REGISTRO DI MANUTENZIONE
In tale sezione andranno annotati gli interventi di manutenzione, le operazioni effettuate e le
eventuali anomalie riscontrate.
DATA OPERAZIONE ESITO FIRMA NOTE
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DATA OPERAZIONE ESITO FIRMA NOTE
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INFORMATIVA
RESPONSABILITA’ IN CAPO AI PROPRIETARI DI PALI PER ILLUMINAZIONE
La responsabilità civile e penale in caso di sinistro o di danno causato da un difetto di manutenzione delle
strade o dei suoi accessori (tra i quali figura l'ipotesi di un impianto di illuminazione) sarà da ascriversi in
capo all'ente proprietario degli stessi.
In particolar modo, per ciò che riguarda la responsabilità penale, la stessa sarà da ascriversi alla persona che,
al momento del sinistro, verrà individuata come titolare del dovere giuridico di garantire il perfetto stato di
manutenzione dell'impianto succitato.
Per esemplificare meglio, in caso di sinistro dovuto a mancata o cattiva manutenzione di una palo per
illuminazione ubicato nel centro di una città, responsabile penalmente sarà da identificarsi, in prima battuta,
nel legale rappresentante del comune, in quanto proprietario e responsabile della citata struttura.
Responsabilità penale
L'art. 35 comma 4 del D.Lgs. 626/94, prevede che: “Il datore di lavoro attua le misure tecniche ed organizzative
adeguate per ridurre al minimo i rischi connessi all’uso delle attrezzature, affinché siano:
a) installate in conformità alle istruzioni del fabbricante;
b) utilizzate correttamente;
c) oggetto di idonea manutenzione al fine di garantire nel tempo la rispondenza ai requisiti di sicurezza.. ".
Il mancato rispetto degli obblighi imposti dalle succitate norme espone il proprietario del palo per illuminazione al
rischio dell'applicazione di sanzioni, come espressamente previsto dall'art. 89 D.Lgs. 626/94.
Inoltre, per gli effetti degli artt. 589 e 590 C.P , il proprietario degli impianti di illuminazione, potrà essere ritenuto
penalmente responsabile, nel caso in cui non sia in grado di dimostrare di aver eseguito con diligenza la sua opera di
controllo e vigilanza su impianti di sua proprietà, avendo adottato tutte le misure a sua disposizione per mantenere gli
impianti in buono stato conservativo, effettuando una manutenzione periodica
Responsabilità civile
L'art. 2043 C.C. contiene il principio per cui "qualunque fatto doloso, o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto,
obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno", ponendo l'accento sulla circostanza che il fatto fonte di tale
responsabilità può essere costituito anche da un comportamento omissivo.
Inoltre è stabilito dai seguenti articoli del Codice Civile:
- art.1669 “la responsabilità per danni resi a terzi dovuti a gravi difetti o vizi di costruzione, è in capo al costruttore per
un periodo di 10 anni dalla data di costruzione”
- art. 2050 "chiunque cagiona danno ad altri nello svolgimento di un'attività pericolosa, per sua natura o per la natura dei
mezzi adoperati, è tenuto al risarcimento, se non prova di aver adottato tutte le misure idonee ad evitate il danno";
- art.2051 "ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia salvo che provi il caso fortuito";
- art.2053 "il proprietario di un edificio o di altra costruzione è responsabile dei danni cagionati dalla loro rovina, salvo
che non provi che questa non è dovuta a difetto di manutenzione o vizio di costruzione".
In caso di sinistro, il proprietario deve dare prova di aver organizzato l'attività con tutte le precauzioni che, allo stato
dell'arte, apparivano idonee ad evitare l'evento dannoso, la prova dell'imprevedibilità dell'evento dannoso, verificatosi,
con conseguente necessità dell'individuazione della causa specifica del danno o la prova dell'imputabilità del fatto
stesso ad uno o più terzi.